Controlli visivi nei bambini, scelta degli occhiali e lenti a contatto

Perché la visita oculistica è importante già in età pediatrica
I bambini non sempre riescono a capire o a spiegare che cosa vedono male. Se un difetto visivo è presente da molto piccoli, possono considerare normale una visione sfocata, compensare con l’occhio che vede meglio oppure adattare spontaneamente la postura e le proprie abitudini.
Per questo non bisogna aspettare che siano loro a lamentare un problema. I controlli della vista devono iniziare già in età pediatrica e proseguire durante la crescita con la frequenza indicata dal medico oculista.
Quando controllare la vista dei bambini?
Le raccomandazioni internazionali prevedono controlli visivi nelle diverse fasi dell’infanzia: dalla valutazione degli occhi e dei riflessi oculari nel neonato fino ai test dell’acuità visiva in età prescolare e scolare.
L’American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus, per esempio, raccomanda valutazioni adeguate all’età fin dai primi mesi di vita e, dopo i 5 anni, screening ogni uno o due anni. Se lo screening evidenzia un’anomalia, è necessario rivolgersi al medico oculista.
In Italia, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma indica tre momenti particolarmente importanti per i controlli oculistici, anche quando il bambino non manifesta problemi evidenti:
entro i 6 mesi, per escludere patologie del bulbo oculare;
intorno ai 3 anni, quando è possibile individuare difetti visivi, differenze tra i due occhi, ambliopia o strabismo;
intorno ai 6 anni, in coincidenza con l’inizio della scuola primaria e con l’aumento dell’impegno visivo.
Dopo queste tappe, i controlli devono continuare con la cadenza stabilita dall’oculista. La frequenza non è uguale per tutti, ma in genere le tempistiche per ripeter i controlli sono ogni uno o due anni.
Le visite vanno anticipate in presenza di segnali sospetti, familiarità per patologie oculari, prematurità o altre condizioni indicate dal pediatra o dallo specialista.
La vista, infatti, si sviluppa insieme al bambino e, specialmente durante gli anni della scuola e dell’adolescenza, alcuni difetti visivi o disturbi oculari come miopia, astigmatismo e altri difetti refrattivi possono manifestarsi o evolvere.
Non attendiamo il primo sintomo per il primo controllo
Un bambino può avere difficoltà visive senza manifestare un disagio evidente. In alcuni casi un occhio compensa l’altro; in altri, il bambino mette in atto piccoli adattamenti che possono essere scambiati per distrazione, stanchezza o scarso interesse.
Alcuni segnali che si possono osservare sono:
avvicinarsi molto a libri, quaderni, televisore o dispositivi digitali;
strizzare gli occhi per guardare lontano;
avere difficoltà a leggere ciò che è scritto alla lavagna;
inclinare frequentemente la testa;
chiudere o coprire un occhio;
lamentare mal di testa o affaticamento visivo;
strofinare spesso gli occhi;
assumere una postura insolita durante la lettura;
mostrare difficoltà nella coordinazione o nelle attività sportive.
La presenza di uno di questi comportamenti non permette da sola di formulare una diagnosi, ma rappresenta un buon motivo per rivolgersi al medico oculista.
Anche in assenza di sintomi, è importante effettuare una visita oculistica prima dell’inizio della scuola primaria e continuare successivamente secondo le indicazioni dello specialista.
In presenza di familiarità per miopia, strabismo, ambliopia o altre condizioni oculari, il medico potrà consigliare controlli più precoci o ravvicinati.
Il medico oculista può valutare la salute dell’occhio, diagnosticare eventuali patologie e utilizzare, quando necessario, le gocce cicloplegiche. Queste consentono di rilassare temporaneamente il meccanismo di messa a fuoco e di misurare con maggiore precisione il difetto visivo del bambino.
Questo passaggio è particolarmente importante perché nei più piccoli la capacità di accomodazione è molto elevata e potrebbe alterare il risultato di una semplice misurazione.
Come spiega anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la diagnosi della miopia richiede un esame oculistico completo. Una volta effettuata la diagnosi e ricevuta la prescrizione, l’ottico ha invece il compito di realizzare la soluzione visiva indicata e aiutare la famiglia a scegliere lenti e montatura adatte.
La visita ortottica: un controllo complementare in età evolutiva
In età pediatrica può essere utile affiancare alla visita oculistica anche una valutazione ortottica.
L’ortottista analizza soprattutto il modo in cui i due occhi lavorano insieme, valutando la motilità oculare, l’allineamento degli occhi, la visione binoculare e l’eventuale presenza di strabismo, ambliopia (il cosiddetto “occhio pigro”) o difficoltà di convergenza.
La visita oculistica e quella ortottica non si sostituiscono, ma si completano: la prima permette di controllare la salute dell’occhio e individuare eventuali difetti visivi o patologie; la seconda approfondisce la funzionalità e la coordinazione del sistema visivo. Proprio per questo molti centri specializzati le propongono in combinazione.
Miopia nei bambini e negli adolescenti: un fenomeno in aumento
Negli ultimi decenni la miopia è aumentata tra bambini e adolescenti in molte aree del mondo. Non si tratta quindi soltanto di una sensazione legata al maggior numero di ragazzi che indossano gli occhiali.
Secondo ZEISS, in Europa la miopia interessa circa l’11% dei bambini tra 7 e 10 anni e può arrivare al 30% nella fascia tra 11 e 17 anni. Le stime internazionali indicano inoltre che, entro il 2050, potrebbe riguardare circa metà della popolazione mondiale.
La miopia rende sfocati gli oggetti lontani e dipende spesso da una crescita eccessiva in lunghezza del bulbo oculare. La familiarità ha un ruolo importante, ma viene studiata anche l’influenza delle abitudini quotidiane, come il poco tempo trascorso all’aperto e le attività prolungate a distanza ravvicinata.
Smartphone e tablet non devono essere indicati come l’unica causa della miopia. Il problema è più complesso e comprende fattori genetici, ambientali e comportamentali. È comunque utile alternare lo studio e l’uso degli schermi con pause frequenti, mantenere un’adeguata distanza di lettura e favorire il tempo trascorso all’aperto e alla luce naturale.
Correggere la miopia e controllare la progressione
Gli occhiali tradizionali permettono al bambino miope di vedere nitidamente, ma la correzione del difetto della vista non coincide necessariamente con il controllo della sua evoluzione.
Oggi esistono diverse strategie che, in casi selezionati, possono aiutare a rallentare la progressione della miopia. Tra queste rientrano particolari lenti oftalmiche, alcune lenti a contatto e trattamenti farmacologici prescritti dal medico.
La scelta deve sempre partire dalla valutazione dell’oculista e tenere conto dell’età, dell’entità e della velocità di progressione della miopia, delle caratteristiche dell’occhio e della capacità del bambino e della famiglia di seguire correttamente il trattamento.
ZEISS MyoCare: lenti per la gestione della miopia infantile

Tra le soluzioni disponibili per i bambini con miopia progressiva ci sono le lenti per occhiali ZEISS MyoCare, progettate per correggere il difetto visivo e contribuire a rallentare l’evoluzione.
Queste lenti combinano una zona centrale per la visione nitida con una specifica area di trattamento, studiata per contrastare lo stimolo che può favorire l’eccessivo allungamento dell’occhio.
La gamma comprende soluzioni differenti, da valutare in base all’età, alle caratteristiche visive e alla capacità di adattamento del bambino.
Gli studi clinici presentati da ZEISS hanno rilevato risultati positivi nel rallentamento della progressione miopica rispetto alle tradizionali lenti monofocali. La scelta deve sempre essere accompagnata da una valutazione del medico oculista.
Nuova Ottica Romanina è un centro ZEISS Vision Expert. Possiamo aiutare la famiglia a trasformare la prescrizione in un occhiale correttamente centrato, stabile e adatto al viso del bambino.
La scelta dell'occhiale per bambini
Dopo la visita e la prescrizione, arriva un altro momento decisivo: la scelta degli occhiali.
Una montatura per bambini non deve essere semplicemente piccola, resistente o esteticamente piacevole. Deve adattarsi correttamente al viso, restare stabile durante il movimento e mantenere le lenti nella posizione prevista.

Occorre valutare con attenzione:
la conformazione e le dimensioni del viso;
l’appoggio sul naso;
la lunghezza e la regolazione delle aste;
la distanza tra occhi e lenti;
la stabilità della montatura;
il peso complessivo dell’occhiale;
il materiale più adatto all’età;
la centratura e il corretto montaggio delle lenti;
le abitudini quotidiane e le attività sportive del bambino.
Una montatura inadeguata può compromettere l’efficacia della correzione. Se scivola, si sposta o induce il bambino a guardare sopra o fuori dalle lenti, l’occhiale non svolge correttamente la sua funzione.
Un bambino non sempre sa spiegare perché l’occhiale gli dà fastidio
I bambini possono rifiutare gli occhiali senza riuscire a descriverne il motivo. Il problema potrebbe dipendere da una montatura che preme dietro le orecchie, scivola sul naso, è troppo pesante o non mantiene le lenti nella posizione corretta.
Il fastidio potrebbe derivare anche da una regolazione non adeguata, da lenti graffiate o usurate oppure da un cambiamento della prescrizione che deve essere verificato dal medico.
Per questo è importante rivolgersi a un centro ottico con personale esperto nella scelta e nella regolazione degli occhiali per bambini, e rispettare i controlli oculistici indicati.
Da Nuova Ottica Romanina aiutiamo i genitori a trasformare la prescrizione dell’oculista in un occhiale realmente adatto al bambino e dopo la consegna restiamo disponibili per controllare periodicamente assetto, regolazione, usura della montatura e stato delle lenti.
Bambini ed adolescenti possono usare le lenti a contatto?

È una domanda che spesso ci sentiamo fare dai nostri clienti. Un'esigenza che spesso nasce dallo sport.
L’idea che bambini e adolescenti non possano indossare lenti a contatto è ormai superata. Non esiste un’età uguale per tutti: contano la salute dell’occhio, l’indicazione dello specialista e soprattutto la maturità del ragazzo nel rispettare le regole di utilizzo e di igiene.
Le lenti a contatto possono essere molto utili per ragioni pratiche e funzionali.
Durante molte attività sportive offrono un campo visivo più libero, una migliore visione periferica e maggiore stabilità rispetto agli occhiali in movimento.
Devono però essere individuate e applicate correttamente. Materiale, geometria, ricambio e modalità d’uso vanno scelti in base alle caratteristiche dell’occhio e alle abitudini del ragazzo.
È inoltre indispensabile imparare a inserire, rimuovere e conservare le lenti nel modo corretto, senza improvvisare.
Da Nuova Ottica Romanina organizziamo periodicamente giornate Open Day dedicate alle lenti a contatto, durante le quali è possibile provarle. Inoltre puoi richiederci una prova quando vuoi tu, prenotando al numero: 06 7233520
La prova è un'occasione utili per valutare le soluzioni disponibili e imparare a gestirle in modo consapevole. La prova non sostituisce la visita oculistica e viene proposta nel rispetto delle indicazioni dello specialista.
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Il percorso giusto parte dalla visita e continua nel centro ottico
La tutela della vista dei bambini nasce dalla collaborazione tra famiglia, medico oculista, eventuale ortottista e ottico.
Il medico effettua la diagnosi, controlla la salute dell’occhio e stabilisce la frequenza delle visite e l’eventuale trattamento.
L’ottico realizza la soluzione prescritta, sceglie e adatta correttamente la montatura, verifica il posizionamento delle lenti e assiste il bambino nell’utilizzo quotidiano.
Se tuo figlio ha già effettuato la visita oculistica e ha bisogno di un nuovo paio di occhiali, di un controllo della montatura o di informazioni sulle lenti a contatto, vieni a trovarci da Nuova Ottica Romanina.
Ti aiuteremo a scegliere una soluzione adatta non soltanto alla prescrizione, ma anche al suo viso, alla sua età e alla sua vita di tutti i giorni!



